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L’opera colta di De Rossi e Bordini

    Presentazione dell’album De Rossi e Bordini, Music Day, Hotel Mercure Roma West, Roma, 7 maggio 2022.

    Gianluca De Rossi, tastiere, e Carlo Bordini, batteria, sono un duo ormai ben noto nel panorama del rock progressivo italiano. Bordini non è nuovo a questa peculiare formazione, avendola già sperimentata negli anni ‘70 con Paolo Rustichelli. De Rossi proviene invece dai Taproban, trio progressive attivo sulla scena romana dal 1996. Conosciutisi nel 2007, hanno iniziato un percorso di avvicinamento delle rispettive ricerche musicali, culminato anni dopo con il loro ingresso nella nuova formazione dei Cherry Five. Esaurita quella breve esperienza sono tornati ad esibirsi in duo, affinando la loro intesa, sino allo stop imposto dalla pandemia. Quest’anno esce con la Ma.Ra.cash Records il primo album interamente loro, intitolato semplicemente De Rossi e Bordini, un lavoro che si presenta subito come una summa dei rispettivi percorsi musicali. La versione in vinile, al momento in cui scriviamo non ancora disponibile, comprende due grandi suite: Il pozzo dei giganti, brano composto dal duo e incluso nell’album omonimo dei Cherry Five del 2015; e La porta nel buio, un brano di Gianluca De Rossi pubblicato nel 2013 nel disco Strigma dei Taproban. Entrambe le composizioni sono state modificate e suonate adattandole alla formazione, cercando di limitare il più possibile le sovraincisioni in fase di registrazione. La versione in CD contiene inoltre due brani di Paolo Rustichelli, Natività e Cammellandia, originariamente inclusi nel disco Opera Prima di Rustichelli e Bordini del 1973, suonati dal vivo da De Rossi e Bordini nel loro concerto al Progressivamente Free Festival di Roma il 25 settembre 2019 (vedi foto qui).

    Per la presentazione dell’album i due musicisti hanno scelto la cornice della XXXIII edizione del Music Day, la fiera del disco romana ideata e diretta da Francesco Pozone. La sapiente conduzione di Paolo Carnelli ha permesso di ripercorrere la storia del duo, il loro comune interesse per la Divina Commedia, della quale Bordini è in grado di declamare lunghi passaggi a memoria senza sforzo apparente, la fascinazione per il rock progressivo degli anni ‘70, da cui la scelta di De Rossi di utilizzare nell’album esclusivamente tastiere analogiche. Il gusto per l’analisi musicale e la competenza di Carnelli lo hanno portato a sviscerare alcuni elementi compositivi commentandoli con gli autori, come le poliritmie di tempi dispari che caratterizzano alcuni brani. A proposito della sovrapposizione tra un 7/8, suonato dalle tastiere, e un 7/4, scandito dalla batteria, che crea un apparente contrasto tra i due strumenti, Carlo Bordini ha concluso citando lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami, secondo il quale “non esiste drammaturgia senza contrasto”. De Rossi e Bordini è un lavoro complesso e affascinante che si dipana tra suggestioni letterarie e ricerca musicale.